La chiesa di San Domenico, costretta nel poderoso edificio un tempo convento dei Domenicani, fu progettata nel 1704 dal domenicano architetto Antonio Cantalupi.
Divenne parrocchia il 09/07/1813 a seguito della soppressione di quella di San Felice. Nel 1886 fu arricchita con una nuova ed elegante facciata in forte aggetto rispetto a quella dell’ex convento. I lavori, diretti dall’ing. Carlo Chiaia, furono eseguiti dal mastro muratore Gaetano Labianca. Solo nel 1963 la proprietà della chiesa passò dall'amministrazione provinciale alla parrocchia.
Il tempio ha pianta a croce latina con una navata centrale e due laterali. Al centro del transetto si eleva la cupola alquanto contenuta nello slancio. Settecenteschi nello stile gli altari, coevi i dipinti dei De Musso e il capriccioso acroterio che sormonta la bussola del portale sul quale De Musso dipinse la “Cacciata dal tempio”. Una menzione particolare merita il dipinto di Lorenzo Lotto raffigurante San Felice in cattedra, posto sulla parete sinistra del presbiterio.
Il dipinto è la parte superstite di un trittico andato parzialmente distrutto il 15/01/1691 nell’incendio della chiesa di San Felice. In archivio, oltre alla bolla del 1813 di Gioacchino Murat, si conserva copia del privilegio contenente la concessione dell’amministrazione dei sacramenti alla chiesa di San felice, datata anno 40° dell’Impero di Costantino, di cui mostriamo un sunto.